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World Air Games Torino 6-13 giugno 2009
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World Air Games Torino 2009 - Le discipline: volo a vela

Le origini del volo a vela
Il tedesco Otto Lillienthal è da tutti conosciuto come il padre del volo a vela nonché il primo uomo a volare con un oggetto più pesante dell'aria, il che avvenne nel 1891 con il cosiddetto "Derwitzer Glider".
Per verità storica è giusto ricordare che ben 40 anni prima (tra il 1849 e il 1853) Sir George Cayley progettò un aliante che riuscì a staccarsi da terra alcune volte.

Otto Lillienthal morì il 9 agosto 1896 quando un colpo di vento gli ruppe l'ala ed egli cadde da 17 metri di altezza.
Accantonato, dopo i progressi ottenuti applicando il motore ai loro rudimentali apparecchi, il volo a vela riappare in tentativi compiuti nel 1917 da alcuni giovani della università di Darmstad, alla Wasserkuppe.

È però il trattato di Versailles del 1919 che, impedendo alla gioventù tedesca di dedicarsi al volo con aerei a motore, la spinse a cercare nel volo a vela sane emozioni altrimenti precluse.

Il volo a vela in Italia
Il volo a vela era ancora in fasce e circondata da un misterioso fascino, quando fece la prima comparsa in Italia.
Organizzato dalla Lega Aerea Nazionale, si svolse nel 1924 sull'altopiano di Asiago un raduno internazionale con l'intervento di alcuni dei più celebri pionieri tedeschi. Da parte italiana v'erano solo buona volontà ed entusiasmo, ma nessuna esperienza. Si fecero tuttavia voli anche con apparecchi italiani.
Furono gli universitari pavesi i nostri pionieri, con il loro "Goliardia" e col "Febo Paglierini", furono Segré e Cattaneo i primi piloti italiani di volo a vela che, sulle pendici del Sisemol sull'altipiano di Asiago, effettuarono i primi voli senza motore mentre i tedeschi davano già manifesti segni di una invidiabile maestria.

Ad Asiago, in quell'occasione (1924), Franco Segré stabilì sia record nazionale di durata che il primo record di distanza in linea retta con un volo che, iniziatosi con lancio da monte Mazze si concluse con l'atterraggio nella sottostante pianura a Fara Vicentina.
Da ricordare anche i voli compiuti dal maresciallo Canavesi con l'aliante Condor costruito da Luigi Teichfus.

Le esperienze del raduno di Asiago non rimasero senza frutto, ma dobbiamo attendere il 1926 per registrare una ripresa che segna il vero inizio del volo a vela italiano.
Fù infatti nell'autunno di quell'anno che il ten. Nannini, sul campo d'aviazione di Bologna, compì alcuni voli librati con un aliante costruito da Luigi Teichfus.
Da quei primi brevi voli Nannini intuì le possibilità didattiche del volo senza motore e ne scaturì l'idea di aprire a Pavullo nel Frignano (con il patrocinio del Ministero dell'Aeronautica) la prima scuola del genere in Italia.

Nell'agosto 1927 la scuola, dopo un corso di un mese (su alianti monoposto di un tipo dal quali derivò poi il popolarissimo "Zögling") brevettò i primi piloti d'aliante italiani.
Per alcuni anni la scuola di Pavullo sfornò centinaia di attestati "A" e "B" e fu proprio nei pressi di quell'aeroporto che Nannini consegui, nel 1929, il primo brevetto "C" italiano, con un volo di pendio di circa 12 minuti.


Sempre nel 1929 Nannini, in una manifestazione aerea svoltasi a Milano, diede la prima dimostrazione italiana di volo a traino. L'apparecchio trainatore era pilotato dal famoso collaudatore Ambrogio Colombo, l'aliante era un "Gabbiano" ad ala alta controventata con un carrello che gli conferiva un aspetto assai poco volovelistico.

II sistema di lancio ad elastico si dimostrò ben presto inadatto ai voli in pianura e nel 1934 venne sostituito dal sistema con verricello. Gli alianti impiegati dopo gli "Zögling" furono i "Cantù". L'adozione del verricello elevò considerevolmente il livello tecnico dei voli, che in fase di lancio giunsero a quote attorno ai 100 metri.
Il 1934 fu l'anno in cui iniziò il vero volo veleggiato di un certo rilievo che fu compiuto, dopo innumerevoli tentativi poco fortunati, sui costoni di Vigna di Valle con un aliante tipo "Biancone", costruito dall'Aeronautica Bonomi (progettista Silva) pilotato da Nannini, che tenne l'aria per oltre 1 ora e 30'. Quello fu il primo record italiano di durata regolarmente omologato, presto battuto da Fulvio Zasa (2 ore e 50 minuti) che lo portò successivamente ad oltre 4 ore.

I lanci avvenivano sia col verricello che con l'elastico. Il veleggiamento era in pendio e sempre a quota relativamente poco elevata. La possibilità di passare dalle ascendenze dinamiche a quelle termiche è ancora lontana, sia per le caratteristiche della zona, che per la scarsa esperienza dei piloti.

Si volava con alianti di progettazione italiana (Teichfus e Silva) di vario tipo e con diverse caratteristiche, per lo più rimasti allo stato di prototipi, sino a quando non apparve l'Asiago di Preti, che è stato il primo veleggiatore italiano riprodotto in serie.

Nel 1936 in occasione delle Olimpiadi di Berlino il volo a vela fu presente a scopo dimostrativo. L'Italia era rappresentata da una squadra capeggiata dal ten. col. Nannini e composta da Tait, Moci, Peselli e Bellò (tutti piloti militari) oltre ad Angeloni, Garbelli, Caneppele e Venturini.

Nel 1939, il primato di durata venne battuto prima da Mantelli, con ore 7,29, poi da Bellò con ore 8,21, ed infine da Gada con ore 9,10.
Nel 1940 Carlo Stricher porta il primato a ore 10,45. Questo primato resisterà imbattuto per ben 14 anni prima che il bravo Mantelli lo porti in un balzo a oltre 24 ore.
Nei voli di distanza, di ben maggiore interesse tecnico e sportivo, è ancora Mantelli che iscrive il suo nome sull'albo d'oro dei primati con un volo di km 107, compiuto nel 1939 e superato dallo stesso Mantelli con km 120 da Sezze Romano a Orte. Anche questo primato resisterà insuperato per parecchio tempo.

Anche nei voli di quota si fecero progressi ad iniziare dai 1.609 metri di Nannini nel 1936, da Guerrini con m. 2400 nel 1939, da Deslex con 3.650 nel 1939, per finire con una salita a 5.050 metri effettuata ad Asiago, sempre da Deslex, con "Cat 28". Anche questo primato dovrà restare a lungo insuperato.

L'inizio del conflitto non interruppe l'attività volovelistica che ricevette, specie nel 1941 e 1942, maggiore impulso. Si trattò però di un'attività con preminente carattere premilitare. Alla deficienza di alianti da scuola si supplì utilizzando il velivolo FL.3 che, privato dell'elica, veniva trainato a mezzo di apparecchi di vario tipo, dal Breda 19 e 25, ai RO37, RO41, sino ai CR42 e SM81.

Nell'immediato dopoguerra gli appassionati volovelisti fondarono a Milano la FIVV (Federazione Italiana del volo a vela) della quale il Barone Casana fu il primo presidente a cui succedette Vittorio Bonomi.
Nel 1948 ai campionati mondiali svoltisi a Samaden, partecipò per la prima volta un pilota italiano e precisamente Fulvio Padova, ma fu soltanto ai mondiali di Madrid del 1952 che per la prima volta una rappresentativa ufficiale italiana partecipò ai campionati mondiali.
La squadra italiana era composta dai tre soli piloti in possesso del "C" d'argento F.A.I., titolo minimo per essere ammessi alla competizione, e comprendeva: Mantelli, Baldisseri e Guerrini con l'aliante biposto "Canguro" e Brigliadori Riccardo con il monoposto "Pinocchio".

La spedizione organizzata un po' alla garibaldina era capeggiata da Nannini. Basta pensare che per insufficienza di carrelli l'aliante di Guerrini venne rimorchiato in volo da Firenze a Madrid dal maggiore Greco in due lunghe giornate di volo.
Il nostro volo a vela ritornò da Madrid con molti insegnamenti preziosi e con risultati soddisfacenti.
Mantelli-Baldisseri si classificarono al 4° posto e Guerrini al 16°, nella categoria biposti, mentre Brigliadori si classificò 29° su 38 concorrenti in quella monoposto, e portò a casa il "C" d'oro per aver effettuato un volo di 340 km.

Il 28 ottobre 1949 Adriano Mantelli, a bordo di un Meise, batté il primato italiano di distanza libera, portandolo a 440 km.

Il Volo a vela a Torino
Nel 1933 l'Aero Club d'Italia invitò il Dott. Robert Kronfeld a presentare il nascente "volo a vela" in Italia.

Robert Kronfeld, austriaco, israelita, era campione di acrobazia aerea, studioso della tecnica del "volo a vela", scrittore di testi tecnici riguardanti l'aliante e la meteorologia in funzione del volo senza motore. Kronfeld per ragioni razziali si trasferì in Inghilterra dove morì.
Kronfeld fu invitato a Torino dall'allora presidente dell'Aero Club Torino, Conte Thaon di Revel. Kronfeld presentò l'aliante in un'applaudita manifestazione aerea a Mirafiori sul campo volo "Gino Lisa".

In quell'occasione Kronfeld conobbe il Barone Casana, felice proprietario di un Caproncino, e lo invitò a partecipare ad una manifestazione aerea che si tenne nei cieli di Vienna presso il castello di Luxembourg alla presenza del Cancelliere Dolfuss.
Sulla spinta di questo fervore nacque la sezione "volo a vela" dell'Aero Club Torino, della quale il primo direttore fu il Barone Piero Casana.
Nel luglio del 1939 sul campo Gino Lisa (Mirafiori) fu organizzata la prima settimana Torinese di "volo a vela"

A Torino nel 1948 fu organizzata, sull'aeroporto dell'Aeritalia, la seconda settimana volovelistica torinese, (antesignana dell'ormai tradizionale "trofeo città di Torino") che ebbe particolare successo per la partecipazione numerosa dei volovelisti vecchi e nuovi tra cui merita ricordare Mantelli, Vaghi, Galimberti, Lagler e Riccardo Brigliadori (fratello maggiore di quel Leonardo che nel 1985 sarà campione mondiale di classe standard).
Nella sezione del "volo a vela" dell'Aero Club di Torino militavano fra gli altri i due fratelli Piero e Alberto Morelli (piloti e progettisti di alianti), e fu l'Ing. Piero Morelli nel 1950 a sostituire il Barone Casana alla direzione della sezione, quando egli assunse la vice-presidenza dell'Acro Club con presidente l'Avv. Giovanni Agnelli.
L'aero Club Torino espresse anche alcune individualità sportive di valore tra cui spiccano l'ing. Carlo Della Chiesa, che fu campione italiano assoluto di volo a vela nel 1970 su aliante FK3, e Nino Perotti che, nella classe standard, fu campione Italiano negli anni 1972-1973-1979-1980 e 1981.

Le gare

La competizione Glider Racing
Questa competizione è stata effettuata e testata per la prima volta ai Campionati in Nuova Zelanda.
Decolli ed atterraggi avverranno di fronte al pubblico, sulle tribune o nel parterre.
L'orario ideale per il decollo è tra le ore 12.00 e le ore 14.00.
Dopo il decollo l'aereo trainatore e l'aliante trainato si dirigono ad ovest verso le montagne più vicine, a 10 Km circa, che raggiungono in circa 9 minuti.
In tale zona, ed ad una quota di 1.000-1.300 metri, l'aliante si sgancia dal velivolo trainatore, che rientra in Aeroporto, e mantiene la posizione in attesa dello Start.
I concorrenti partono in contemporanea, tagliando la linea virtuale di partenza che è posta tra il Monte Musinè ed il Monte Curt.
L'area di gara si sviluppa attorno alla Città di Torino, a Nord, Ovest e Sud, su Piemonte e Lombardia.
I punti più lontani sono Varese a nordest e Mondovì a sud, e in giugno è normale fare percorsi di oltre 250 Km.

Il percorso della competizione viene deciso in funzione delle condizioni metereologiche e comunicato ai concorrenti il giorno stesso della competizione.
Gli alianti devono effettuare il percorso assegnato, che prevede l'obbligo di girare intorno a dei paletti o piloni virtuali in corrispondenza a riferimenti al suolo (chiese, ponti etc.)
Appariti GPS a bordo controllano che i piloti non taglino le curve, che cioè effettivamente abbiano effettuato il percorso assegnato tutto intero.
Il primo pilota che rientra e taglia il traguardo, all'Aeroporto di Torino Aeritalia e davanti alla folla deglispettatori, è il vincitore.

Esperienza organizzativa
L'Aeroclub Torino ha una grande esperienza do organizzazione di competizioni di volo a vela.Da più di 45 anni ogni anno organizza almeno una gara di rilevanza almeno nazionale.

TEST EVENT
Al Campo Aeritalia dal 16 al 21 giugno 2008.

Sin dalla costruzione dei primi alianti, dopo il volo dei fratelli Wright, l'aliante è stato considerato sopratutto un mezzo per il volo sportivo. Questo utilizzo del mezzo, oltre a quello didattico, è quello principale odierno.

 
 
Per saperne di più:
Federazione Italiana del volo a vela - FIVV
Cybernaua.it
 
 
 
Link utili
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