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World Air Games Torino 2009 - Le discipline: volo a vela

Volo a vela: liberi nel silenzio, il vento come compagno

Con il termine volo a vela si intende, nell'uso comune, il volo senza motore compiuto con un aliante, cioè con una macchina più pesante dell'aria (differente quindi dall'aerostato, che per alzarsi in volo sfrutta l'inferiore densità del gas all'interno dell'involucro rispetto all'aria circostante). Il volo a vela sfrutta il movimento rispetto all'aria e i moti dell'aria circostante. Nel volo a vela – e più in generale nel volo libero – si vola con mezzi in costante discesa rispetto all'aria circostante, i quali possono quindi guadagnare quota soltanto volando all'interno di una massa d'aria che sale a una velocità superiore a quella propria di discesa del mezzo. Per alzarsi in volo, la tecnica più comune è quella del traino effettuato da un aeroplano. Oppure si può utilizzare un verricello.



Il volo a vela ha una storia centenaria. Sviluppatosi in Germania a fine Ottocento, ha nella stessa Germania del primo dopoguerra il suo sviluppo maggiore, in quanto il Trattato di Versailles del 1919, impedendo alla Germania di utilizzare aerei a motore, spinge i Tedeschi a diffondere questo tipo di volo. In Italia si sviluppa a partire dagli anni Venti del secolo scorso, e nel secondo dopoguerra viene fondata a Milano a FIVV, la Federazione Italiana Volo a Vela.

Le tecniche del volo a vela

Volo termico: sfrutta il sollevamento delle masse d'aria dovuto al loro riscaldamento quando l'aria, dai bassi strati a contatto con il suolo più caldo, si solleva verso gli strati più freddi sovrastanti.
Volo di pendio o dinamico: sfrutta il sollevamento orografico provocato dall'incontro di un flusso di vento con una catena montuosa perpendicolare. L'aria, incontrando un ostacolo abbastanza esteso, è costretta a salire per superarlo.
Volo d'onda: sfrutta il movimento ondulatorio del vento dopo che esso è passato sopra una catena montuosa. Abilmente sfruttato dal pilota, può produrre anche importanti guadagni di quota.


Gara di volo a vela ai WAG 2009: Glider Racing
Si tratta di una vera a propria regata aerea, che potrà essere seguita sugli schermi, esattamente come le gare internazionali dell'America's Cup. Dopo il decollo, gli aerei trainatori con gli alianti al traino si dirigono a ovest verso le montagne vicine (10 km circa). A una quota di 1.000-1.300 metri, gli alianti si sganciano dai velivoli trainatori. I concorrenti partono in contemporanea, superando la linea virtuale di partenza, che è posta tra il Monte Musiné e il Monte Curt. I punti più lontani che si possono raggiungere sono Varese a nord-est e Mondovì a sud, e in giugno è normale compiere percorsi di oltre 250 Km. Il percorso della competizione viene deciso in funzione delle condizioni meteorologiche e comunicato ai concorrenti il giorno stesso della competizione. Gli alianti devono compiere il percorso assegnato, che prevede l'obbligo di girare intorno a dei piloni virtuali in corrispondenza a determinati riferimenti al suolo (chiese, ponti ecc.). Mediante la strumentazione GPS di bordo è possibile controllare che i piloti abbiano compiuto il percorso assegnato. Il primo pilota che rientra e taglia il traguardo all'Aeroporto Torino-Aeritalia di Collegno è il vincitore.